Jus sanguinis, jus soli: qual è la differenza?

Quando si parla di cittadinanza, jus sanguinis e jus soli sono i termini che ricorrono più spesso, ma che cosa significano esattamente? Queste due espressioni latine indicano il principio che regola l’acquisizione della cittadinanza all’interno dei diversi Stati. La cittadinanza in Italia, ad esempio, è regolata dallo jus sanguinis e concessa per jus soli solo in pochi casi eccezionali. Vediamo nel dettaglio che cosa distingue la cittadinanza per jus sanguinis da quella per jus soli e come ottenerla nei diversi casi.

Quali sono i due modelli di cittadinanza?

Il diritto alla cittadinanza è uno dei diritti fondamentali dell’individuo, come afferma anche l’art. 15 della “Dichiarazione universale dei diritti umani”. I criteri per l’acquisizione della cittadinanza di uno Stato variano tuttavia in base alle leggi in vigore nel Paese. Lo jus sanguinis e lo jus soli sono i principi giuridici che definiscono i due principali modelli di cittadinanza, con alcune variazioni tra Stato e Stato. I due modelli possono anche convivere all’interno di uno stesso Stato, solitamente con prevalenza di uno sull’altro e con determinati limiti. Per esempio, in Paesi come la Germania, la Francia e il Regno Unito si applicano modelli di jus soli condizionato. In Italia lo jus sanguinis è il modello di acquisizione della cittadinanza con pochissime eccezioni, mentre gli Stati Uniti applicano uno jus soli privo di condizioni.

Cosa si intende per jus sanguinis?

Jus sanguinis è un’espressione latina che significa letteralmente “Diritto del sangue” e indica l’acquisizione della cittadinanza basata sul legame di sangue. Negli Stati dove vige lo jus sanguinis si ha diritto alla cittadinanza se si ha un genitore o un ascendente cittadino dello Stato in questione. 

In Italia vige una forma di jus sanguinis illimitata, in quanto si ha diritto alla cittadinanza italiana anche se si ha un solo genitore o ascendente cittadino italiano. Tuttavia, la cittadinanza italiana per linea materna è accettata solo per gli individui nati dopo il 1° gennaio 1948. Secondo un’indagine del 2018 ad opera dell’Osservatorio Globale sulla Cittadinanza il 59% degli Stati del mondo prevede l’applicazione dello jus sanguinis in versione illimitata. Il 24% dei Paesi concede la cittadinanza jure sanguinis in versione condizionata, mentre il 17% degli Stati non prevede lo jus sanguinis.

In che cosa consiste lo jus soli?

Jus soli in latino significa “Diritto del territorio” e indica il criterio di acquisizione della cittadinanza come conseguenza del fatto di essere nato entro i confini dello Stato. Lo jus soli è indipendente dalla cittadinanza dei genitori, almeno nelle sue forme illimitate. In Francia, ad esempio, vige una forma di jus soli temperato, così come in Germania e nel Regno Unito. Chi nasce in Francia da genitori stranieri può quindi accedere alla cittadinanza solo in seguito a cinque anni di permanenza stabile sul territorio. La cittadinanza per jus soli in Italia è concessa solo in alcuni casi eccezionali come:

  • per i nati in Italia da genitori apolidi 
  • per i nati in Italia da genitori ignoti
  • per i nati in Italia da genitori impossibilitati a trasmettere la propria cittadinanza secondo le leggi dello Stato di provenienza

Come acquisire la cittadinanza italiana per jus sanguinis?

Anche se la cittadinanza italiana è un diritto per i nati da genitori o ascendenti italiani, l’iter per vederla riconosciuta può risultare complesso. Chi è nato all’estero da ascendenti italiani dovrà dimostrare la discendenza per poter ottenere la cittadinanza per jus sanguinis. In particolare sarà necessario fare domanda al Consolato italiano, o al Comune di residenza, se lo straniero risiede già in Italia, allegando:

  • copia integrale dell’atto di nascita dell’avo italiano emigrato all’estero, rilasciato dal Comune italiano nel quale è nato
  • atti di nascita di tutti i suoi discendenti in linea retta, compreso quello della persona richiedente la cittadinanza italiana
  • atti di morte degli ascendenti in linea retta deceduti
  • atto di matrimonio dell’avo italiano emigrato all’estero
  • atti di matrimonio dei discendenti in linea retta, compreso quello dei genitori del richiedente la cittadinanza italiana
  • certificato rilasciato dalle autorità competenti dello stato estero di emigrazione, che attesti che l’avo italiano a suo tempo emigrato dall’Italia non acquistò la cittadinanza dello Stato estero prima della nascita del richiedente;
  • certificato rilasciato dalla competente autorità consolare italiana, che attesti che né gli ascendenti in linea retta, né la persona richiedente il possesso della cittadinanza italiana, vi abbiano mai rinunciato;
  • eventuale certificato di residenza (se la domanda viene presentata in Italia).

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